Riti della Settimana Santa nell'arco alpino

Solenni cerimonie, processioni e sacre rappresentazioni

Scritto da REGIONE LOMBARDIA  //  27/03/2013

Tags: inventario online , processione , r.e.i.l. , ritualità , settimana santa

Riti della Settimana Santa nell'arco alpino

Il tempo della Quaresima si chiude con la Settimana Santa che ritualizza, attraverso drammatiche e solenni cerimonie, la morte, la passione e la resurrezione del Cristo. Costituiscono in ogni luogo un importante riferimento per la collettività, in termini di partecipazione e di coinvolgimento emotivo. I luoghi vedono la rappresentazione di un apparato liturgico eccezionalmente scenico che la Chiesa celebra ufficialmente, talvolta con tratti più visionari e teatrali, connotati da elementi di religiosità popolare.

La Settimana Santa inizia con la Domenica delle Palme che prevede la tradizionale benedizione dei rami d’ulivo. Ai rami benedetti vengono attribuite virtù magiche e miracolose. In Valle d'Aosta, l’utilizzo dei rami di ulivo è piuttosto recente, in passato, si utilizzava il lauro, il bosso, il rosmarino, e in qualche comune, perfino il ginepro.

A Morbegno, in provincia di Sondrio, i preparativi dei rituali iniziano il Lunedì Santo, con l’allestimento di un catafalco ligneo, risalente al periodo barocco, che diventa punto centrale di tutte le celebrazioni, dei riti del Giovedì e del Venerdì Santo, e da qualche anno anche della veglia pasquale del Sabato e della Messa solenne di Pasqua. Sono circa quattrocento i pezzi di legno da assemblare per montare il catafalco, per un peso complessivo di centoventi quintali. Una volta montato, si presenta come un tempietto che si erge su un’alta piattaforma ottagonale, al quale si accede per mezzo di quattro ampie scalinate, con balaustre che accentuano l’effetto scenografico dell’insieme.

A Vertova, in provincia di Bergamo, la sera del Venerdì Santo si rievoca la deposizione di Cristo dalla croce attraverso una grande processione in costume, complessa per il numero di attori che ne prendono parte e molto partecipata dagli abitanti del paese e dai devoti che sopraggiungono da tutta la Val Seriana. L’identità di colui che porta la croce sulle spalle è nota solo al parroco del paese. Tradizione vuole che questa persona chieda di compiere questo gesto come atto di penitenza o come voto, per una grazia ricevuta o richiesta. Tra coloro che prendono parte alla processione, vi sono ruoli assegnati per diritto. Gli altri ruoli vengono assegnati tramite un incanto pubblico, che ha luogo ogni tre anni nei locali della parrocchia la Domenica delle Palme.

In Val Gardena sono tradizionalmente le uova le protagoniste dei riti pasquali. Uova un tempo decorate con colori naturali, oggi colorate a tempera, vengono commissionate alle ragazze nubili da parte dei giovani uomini nel giorno di San Giuseppe e ritirate il Lunedì di Pasqua. All’amato è destinato un uovo dipinto con cura e con dichiarazioni d’amore in versi. Se il Lunedì di Pasqua non sono state ritirate tutte le uova ordinate, il giorno successivo le ragazze sotterrano in giardino quelle rimaste per evitare di rimanere zitelle. Oltre alla loro tradizionale benedizione durante la Domenica di Pasqua, le uova sono anche protagoniste del gioco del peché, che accompagna l’interruzione del digiuno quaresimale.

In Canton Ticino, a Mendrisio si tengono le Processioni Storiche, di cui si ha notizia a partire dal Seicento. La sera del giovedì santo, decine di figuranti in costume percorrono le vie cittadine mettendo in scena la Passione di Cristo attraverso una serie di raffigurazioni ispirate ai Vangeli. La Funziún di Giüdée non può essere paragonata a una rappresentazione sacra in quanto gli attori si limitano a drammatizzare i comportamenti ispirati ai ruoli loro assegnati. Nella composizione della processione del venerdì santo, invece, sfilano oltre seicento persone, suddivise in membri delle varie confraternite e associazioni religiose. I partecipanti, tra cui numerosi bambini, incedono in silenzio sorreggendo lampioni dipinti con scene della Via Crucis o con gli emblemi della Passione. Le Processioni Storiche sono una delle tradizioni più radicate della regione e contano su un ragguardevole numero di visitatori. La loro caratteristica più saliente, oltre agli sfarzosi costumi storici, sono i “trasparenti”: quadri luminosi di grande valenza artistica e iconografica che sovrastano, illuminandolo, il percorso delle processioni.

Un’analoga manifestazione si tiene a Coldrerio, villaggio situato a pochi chilometri da Mendrisio: la sera del mercoledì santo le vie del paese prendono vita per rievocare il martirio del Nazareno. Nata attorno al 1950 quale modesta riproduzione della Funziún di Giüdée, per qualche anno questa processione ha mantenuto un carattere locale. Oggi costituisce invece uno dei pochi teatri all’aperto della regione insubrica, da un lato perché si tratta di una vera e propria sacra rappresentazione, sul tipo dei misteri medievali; dall’altro perché, su una collina ai margini del villaggio, ha luogo la scena della crocefissione e deposizione di Cristo, realizzate secondo i canoni dell’iconografia tradizionale.

Sempre in Ticino, a Faido, in Val Leventina, si perpetua invece l’usanza secolare di suonare i tablécch che, in sostituzione delle campane, annunciano le funzioni religiose, l’ora di mezzogiorno e l’Avemaria serale. I tablécch sono tavolette di legno, di forma rettangolare, di varie dimensioni. Le tavolette vengono tenute con entrambe le mani, con perno e martelletto rivolti verso il basso; il movimento oscillatorio viene impresso vigorosamente altalenando la tavoletta dalla spalla sinistra verso il fianco destro. Ne risulta un rumore forte, secco che, ripetuto e moltiplicato quanti sono i tablécch, concorre a creare un crepitio assordante.