Echi in Val Chiavenna

Pratiche di raccolta e di consumo alimentare di erbe e frutti spontanei in Val Chiavenna

Scritto da REGIONE LOMBARDIA  //  02/04/2012

Tags: comunità , erbe selvatiche , frutti selvatici , patrimonio immateriale , raccolta , ricerca sul campo
Work Package: wp3

Echi in Val Chiavenna

L’Archivio di Etnografia e Storia Sociale della Regione Lombardia ha intrapreso, attraverso l'Università degli Studi di Milano – Dipartimento di Geografia e Scienze Umane dell’Ambiente, un progetto di ricerca sulle pratiche di raccolta e uso, a fini alimentari, di erbe e frutti spontanei nelle aree alpine della Lombardia, prendendo in considerazione in particolare il caso della Valchiavenna. La ricerca si è orientata principalmente puntando su tre obiettivi.

Identificare le più importanti specie di erbe e frutti spontanei localmente raccolte e utilizzate facendo emergere i saperi locali e gli usi (in particolare quelli alimentari), la trasmissione delle conoscenze e il loro rinnovamento. Si sviluppa in questo caso una riflessione sui saperi legati alle pratiche di raccolta e uso delle erbe, sulle modalità di riproduzione, trasformazione e circolazione di questi saperi, sui modi attraverso cui essi sono legati a categorie quali rarità, genuinità, tipicità, purezza e altri.

Analizzare le forme di regolamentazione delle pratiche di raccolta e di tutela delle specie spontanee, in relazione alle forme di commercializzazione delle erbe, alle forme di valorizzazione turistica e agli usi locali. In questo senso indagare il rapporto fra pratiche, usi e norme consente di porre l’attenzione su un ambito di tensione tra pratiche locali, uso del territorio, istituzioni, pressioni esterne, cambiamenti nella domanda e nello sfruttamento della flora spontanea.

Far emergere le memorie delle pratiche di raccolta e uso di piante e frutti spontanei e i punti di continuità e rottura tra passato e presente. Questo tema permette di mostrare come le forme di commercializzazione dei prodotti della raccolta e la loro circolazione da lungo tempo coinvolga tanto attori locali quanto attori esterni e lontani. Permette inoltre di mettere in relazione le attività di raccolta con quegli aspetti della memoria e dell’identità collettiva legate all’uso del territorio, alle modalità di abitarlo, alle sue trasformazioni. In questo senso l’attività del raccogliere rappresenta una modalità di abitare e vivere il territorio e l’unicità dei prodotti della raccolta rappresentano un filo solido di mantenimento di un rapporto vivo col territorio.

Il progetto ha riguardato due differenti fasce di territori di raccolta: la fascia di montagna medio-alta, in cui si è parlato di erbe aromatiche per liquori e tisane, ortiche, cardi e spinaci, e la fascia di bassa montagna in cui ci si è concentrati sulle raccolte primaverili (radicchio, luppolo, asparago e altro).

Gruppo di lavoro
Stefano Allovio (responsabile scientifico – Università degli Studi di Milano – Dipartimento di Geografia e Scienze Umane dell’Ambiente)
Luca Ciabarri (ricerca etnografica)
Cristiana Natali (ricerca etnografica)
Gaetano Mangiameli (ricerca etnografica)
Michele Trentini (riprese)