Culture di confine in Regione Piemonte

Echi del territorio del Cusio

Scritto da REGIONE LOMBARDIA  //  23/01/2013

Tags: patrimonio immateriale , ricerca sul campo , salvaguardia
Work Package: wp3

Culture di confine in Regione Piemonte

Il gruppo di lavoro piemontese ha indirizzato le attività di ricerca al territorio alpino. Si tratta di un’area di confine di grande interesse per l’analisi del patrimonio immateriale e per testare quei principi enunciati dall’articolo 1 della Convenzione Unesco ratificata dall’Italia nel 2007: conoscenza, consapevolezza e azioni di salvaguardia. Il progetto è stato realizzato con la collaborazione dell’Università degli Studi di Torino e ha preso in considerazione un’ampia area montana che si estende dal territorio del Cusio per raggiungere l’estremo lembo del territorio regionale coincidente con la valle di Antigorio e Formazza.

Lo sguardo posto dai ricercatori su alcune manifestazioni del patrimonio immateriale promosse dalle comunità delle valli alpine del nord Piemonte ha fatto emergere aspetti di rilevante interesse circa la valorizzazione dei beni demoetnoantropologici. In ragione degli argomenti affrontati (feste, mestieri, memorie, saperi), gli approfondimenti realizzati su tali temi  propongono un quadro interpretativo aggiornato e non convenzionale. Uno sguardo ravvicinato fornisce infatti lo spunto per osservare la complessità di realtà non statiche e per considerare dinamiche sociali, economiche e demografiche rientranti a pieno titolo tra gli argomenti che sollecitano l’attuale dibattito sul territorio alpino.

In tale prospettiva, le ricerche avviate con il progetto E.CH.I. si sono poste l’obiettivo di considerare il patrimonio culturale immateriale nei suoi aspetti di continuità e discontinuità con la tradizione, richiamando l’attenzione su riti, mestieri e saperi quali testimonianze del passato elaborate anche in funzione dei bisogni e delle strategie messe a punto dalle comunità locali per  orientarsi e dare un significato al presente.

Gli altri punti sui cui si è orientato il progetto riguardano l’avvio dell’inventario del patrimonio immateriale e la creazione di luoghi in cui rendere disponibile la documentazione prodotta per progettare iniziative di valorizzazione. I contenuti dell’inventario piemontese sono stati messi a punto grazie al coordinamento del lavoro sul campo predisposto in collaborazione con la Rete degli Ecomusei del Piemonte e con l’Ecomuseo del lago d’Orta e Mottarone.

Riti, feste e saperi invitano ad osservare il composito quadro delle tradizioni immateriali nelle sue sopravvivenze e riproposte contemporanee. Il risultato d’insieme, coniugato all’analisi del contesto, delinea un quadro di conoscenze antropologiche e sociali a cui ci si potrà richiamare nell’ambito della futura programmazione europea.

L’area alpina piemontese presenta un quadro diversificato, ma manifesta in molte porzioni del proprio territorio equilibri demografici ancora fragili e prospettive socio economiche da ripensare. Il patrimonio culturale in generale e il patrimonio immateriale in particolare in questo contesto possono giocare un ruolo propositivo. Le politiche di salvaguardia e valorizzazione auspicate dall’Unesco possono dunque stimolare l’adozione di un linguaggio progettuale comune, favorendo l’incontro tra le comunità locali che vivono e gestiscono il territorio  ed i ricercatori che lo analizzano e contribuiscono ad approfondirne la conoscenza.